Oggi, nelle sale del Museo del Risorgimento “G. B. Falcone”, custodito nel Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri, ho avuto il privilegio di compiere un viaggio nella memoria, accompagnato dal mio caro amico, ch.mo Prof. Ing. Raffaele Gravina, Delegato del Magnifico Rettore dell’Università della Calabria.
Tra quelle mura, ove la Storia cessa di essere mera narrazione per farsi testimonianza, eredità e coscienza, ogni cimelio sembra restituire voce agli uomini che credettero negli ideali di Patria, libertà e unità e che, con il loro pensiero e le loro azioni, contribuirono a scrivere pagine indelebili del nostro Risorgimento.
Per me, varcare quelle soglie significa inevitabilmente anche confrontarmi con una memoria più intima: quella della mia Famiglia, delle generazioni che mi hanno preceduto e di un Palazzo nel quale la vicenda privata s’intreccia, quasi naturalmente, con quella della nostra terra e della nostra Nazione.
Ho voluto affidare al libro delle dediche poche parole, nate dall’emozione del momento: «Un momento meraviglioso con un grande tuffo nel passato, grazie ad un insostituibile “macchina umana” del tempo, il prof. Giuseppe Scaramuzzo, che ha suscitato il mio ospite, ch.mo prof. ing. Raffaele Gravina, con la sua immensa cultura risorgimentale.»
Un sentito ringraziamento al Prof. Peppino Scaramuzzo, appassionato e sapiente custode di questa memoria, capace di trasformare una visita in un autentico attraversamento del tempo.
Perché custodire la memoria non significa contemplare ciò che fu; significa sapere da dove veniamo, per comprendere chi siamo e meritare ciò che saremo.


